Incentivare le PMI per l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano lo sviluppo di soluzioni di eCommerce, connessioni broadband come anche iniziative di innovazione legate al mondo delle associazioni no profit.

Questi gli obiettivi che persegue il Viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Antonio Catricalà, che sta lavorando a un emendamento al Decreto del Fare, che permetterà, tra le altre cose, di incoraggiare la digitalizzazione delle PMI facendo leva su quei fondi europei che rischiano d’andare perduti.

L’emendamento, in particolare, prevede finanziamenti a fondo perduto, tramite voucher di importo massimo di 10 mila euro, per favorire l’innovazione nei processi azienda e l’ammodernamento tecnologico. I voucher potranno anche finanziare la formazione qualificata nel campo dell’Ict, visto che la mancanza di eSkills, ossia figure specializzate nelle nuove tecnologie, è uno dei problemi chiave dell’Italia ma anche della Ue che non consente il decollo dell’economia digitale. La dote sulla quale si ragiona sarebbe di circa 200 milioni a valere su fondi europei che l’Italia rischierebbe di perdere se non saranno spesi in tempi stretti.

In contemporanea, Catricalà sta cercando di spingere anche il Piano strategico per la banda ultralarga.

Non ha, infatti, senso parlare di digitalizzazione delle PMI se prima non si interviene sul digital divide e sulla diffusione delle reti superveloci, temi sui quali insiste il Commissario Ue per la Digital Agenda, Neelie Kroes, che proprio in occasione della presentazione del Rapporto sullo stato di avanzamento dell’Italia, ha denunciato i forti i ritardi del nostro Paese e invitato il governo a investire in infrastrutture.

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